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Mercoledì, 12 Agosto 2020
Tra il dire e il fare..il metodo: fare sistema per garantire futuro al Paese - Tavola Rotonda

Tra il dire e il fare..il metodo: fare sistema per garantire futuro al Paese - Tavola Rotonda

All'interno dell'evento del 28 Ottobre 2015 - "Tra il dire e il fare..il metodo: fare sistema per garantire futuro al Paese. Project Management & Systems Engineering come chiave di successo per la realizzazione di sistemi complessi" è stata organizzata una tavola rotonda moderata dall'Amm. Isp. Osvaldo Brogi, dove gli interventi hanno offerto una carrellata sulle lessons learned nelle maggiori organizzazioni nazionali. 

Il primo intervento è stato del Dr. A. Versace dell’Agenzia per la coesione territoriale, che ha ripreso il tema della "programmazione e fondi europei", mettendo in evidenza quei punti di criticità che non permettono di usufruire al meglio dei finanziamenti europei. I punti sollevati sono la difficoltà di programmazione, la scarsa flessibilità di modifiche nella programmazione, avere progetti nuovi e la loro frammentazione. Per migliorare la programmazione, si potrebbe favorire il monitoraggio sui progetti stessi ed una maggiore leadership

L’Ing. M. Terranova, Agenzia per l’Italia Digitale (AGID), ha introdotto le misure applicate finora dall’AGID sul processo di digitalizzazione del paese e sul ruolo nello sviluppo di progetti abilitanti, come ad esempio l’introduzione della firma digitale, introducendo anche alcuni sviluppi futuri, come la creazione di uno standard per la normazione tecnica in tema di identità digitale.

Il Dr. C. M. Sismondi, Presidente del Forum PA, ha osservato come l’adozione di  metodologie sia trasversale nella pubblica amministrazione:  affinché le riforme possano essere attuate con il maggior consenso, bisogna fornire gli "attrezzi", un "metodo" ed una "squadra", la grande speranza è che si possa utilizzare/travasare nella PA l’esperienza e le capacità sviluppate nel mondo della Difesa.

L ’Amm. Isp. C. Tortora della Marina Militare (MM) ha raccontato l’esperienza della MM durante il  trasferimento della nave Costa Concordia dall’isola del Giglio al porto di Genova. Il metodo che ha portato al successo dell’operazione è stato costruito su due punti: l’abbattimento delle barriere tra i vari interlocutori coinvolti nell’operazione e la buona collaborazione nonché la loro partecipazione dei vari stakeholder.

Successivamente è intervenuto il Brig. Gen. A. Giuliani Eletti dell’Aeronautica Militare ha raccontato le sue esperienze e problematiche riscontrate nell’ambito della cooperazione internazionale, sottolineando come il concetto di metodo sia essenziale nelle collaborazioni con altri paesi, aiutando a superare alcuni limiti.

L’Amm. Isp. Matteo Bisceglia, Direttore NAVARM ha testimoniato sulla partecipazione Italiana ai maggiori programmi internazionali. Le metodologie, iniziate prevalentemente dagli anglosassoni e non sempre bene accette, se ben utilizzate permettono realmente il controllo: un esempio è stato il programma FREMM per l’Australia: quando si è nella fortunata condizione di fare “sistema paese” si ottengono notevoli successi.

La Dr.ssa C. Matarazzi ha evidenziato come Difesa e Spazio siano i due settori dove maggiormente Metodo e Programmazione sono stati usati, standardizzati e maggiormente diffusi., sia per la complessità dei sistemi, sia per l’ambiente in collaborazione internazionale.  Il progetto del futuro sistema europeo di sorveglianza marittima integrata, a guida italiana e con 15 Paesi, 37 Partners e circa 60 Amministrazioni Marittime Europee coinvolti, è un esempio.

Il Dr. M. Mattei di Fincantieri e l’Ing L. Mariani di Selex ES hanno illustrato il valore del requisito nell’interazione tra industria-difesa e di come migliorare il requisito operativo affinché sia vicino a quello reale, partendo dalle esperienze maturate nelle rispettive aziende.

A seguire, è intervenuto il l’Ing. M. Di Lazzaro, di Thales Alenia Space Italia che ha riflettuto sul fatto che mentre da sempre le aziende hanno lavorato allo stato dell’arte della tecnologia, negli ultimi tempi un corretto project management non è  più sufficiente a causa delle crescenti complessità finanziarie e globali, pertanto le aziende devono dotarsi di processi e tools.

L’On. Gen. Ramponi ha concluso la tavola rotonda, sottolineando la necessità di migliorare l’accesso ai fondi europei, con maggior coesione e senso dello stato, insieme con l’Amm. Isp. Capo O. Brogi che ha evidenziato come i vari contributi possano offrire motivo di riflessione e valore nelle future attività.