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Giovedì, 22 Ottobre 2020
Smart Working e Sicurezza - AIIC (Associazione Italiana esperti in Infrastrutture critiche)

Smart Working e Sicurezza - AIIC (Associazione Italiana esperti in Infrastrutture critiche)

SETTEMBRE 2020

Lo Smart Working, il Lavoro Agile, è – come specificato dal Mistero del Lavoro e delle Politiche Sociali - una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività. In particolare, la sua applicazione in modo estensivo si è avuta durante il lockdown ed è stata mantenuta significativamente anche dopo. Lo smart working – come spiegato dal Prof. Mariano Corso del Politecnico di Milano - è un modello di organizzazione del lavoro che si basa sulla maggiore autonomia del lavoratore che, sfruttando appieno le opportunità della tecnologia, ridefinisce orari, luoghi e in parte strumenti della propria professione. È un concetto articolato, che si basa su un pensiero critico che restituisce al lavoratore l’autonomia in cambio di una responsabilizzazione sui risultati. Lo Smart Working, oltre a dare maggior flessibilità al lavoro dipendente, offre maggior attenzione all’ambiente. Permette di evitare, ad esempio, l’abbandono di particolari territori e di limitare gli spostamenti con conseguente riduzione delle emissioni di CO2. È una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato – ha evidenziato sempre il Ministero del Lavoro - dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività. Lo smart working pone però rilevanti problematiche per quanto riguarda i possibili rischi per la privacy. In ossequio alle norme del GDPR, il datore di lavoro deve garantire la sicurezza dei dati trattati in modo da evitare rischi per i diritti delle persone fisiche. Deve rispettare il principio di accountability, ovvero adottare politiche e misure adeguate a garantire che il trattamento dei dati personali sia conforme ai dettami del GDPR. Il rispetto della sicurezza delle connessioni è quindi fondamentale e non può essere trascutato se si lavora da remoto, ovvero in un contesto che è senz’altro meno controllato e protetto di quello di un ufficio. Alla luce di quanto sopra esposto, e per concludere la rapida panoramica sui diversi aspetti di privacy e cybersecurity connessi al ricorso allo smart working per effetto dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19, gli Avvocati Federica Lamoratta e Mario Valentini ci ricordano quanto essi richiedano una specifica focalizzazione, nonché un’apposita regolamentazione da parte del Datore di lavoro1. “Al riguardo è fondamentale per il Datore di Lavoro rivedere le proprie procedure, ovvero predisporre o integrare policy o istruzioni già esistenti ai fini del compimento delle attività sui dati in regime di lavoro agile. Inoltre, è opportuno che il Titolare predisponga moduli di formazione specifici sull’argomento, affinché gli smart worker siano pienamente consapevoli delle specifiche modalità tramite cui sono chiamati a svolgere le mansioni a distanza e dei rischi riconnessi al contesto extra-aziendale”.

In sintesi, il Titolare deve nominare un referente al quale si possa adire per esporre i propri dubbi o segnalare criticità in atto. Delocalizzare il posto di lavoro può significare, infatti, per il Datore di lavoro, perdere una significativa quota di controllo su quello che accade nella sua organizzazione, e per il lavoratore, perdere i riferimenti tipici di un contesto fisico frequentato magari per anni. Concludendo, sarà importante poter capire applicare dei migliorativi e, quindi, come si possano assecondare meglio le nuove necessità.

Alberto Traballesi

(Newletter AIIC n. 08 (2020))