Usiamo i cookie per migliorare la tua esperienza di fruizione

Cliccando su qualsiasi link in questa pagina fornisci il tuo consenso all'uso dei cookie

Italian Chinese (Simplified) English French German Japanese Spanish
Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Guerra Palestina-Israele, aumentano gli attacchi cyber - AIIC (Associazione Italiana esperti in Infrastrutture critiche)

Guerra Palestina-Israele, aumentano gli attacchi cyber - AIIC (Associazione Italiana esperti in Infrastrutture critiche)

GENNAIO 2024

I recenti sviluppi nella guerra informatica evidenziano una crescente minaccia cibernetica contro Israele, vittima di attacchi informatici mirati. Tali attacchi non solo mettono in pericolo la sicurezza delle informazioni, ma anche la stabilità delle infrastrutture critiche del Paese. Il gruppo Killnet e la maggior parte degli hacker pro-Russia hanno annunciato, attraverso i canali social, una nuova fase nella loro guerra informatica, questa volta prendendo di mira Israele. Il vertice di Killnet, noto come KillMilk, ha recentemente condiviso un comunicato che ha catturato l'attenzione delle formazioni alleate. Nel messaggio, KillMilk imputa al governo israeliano la responsabilità principale della violenza nella regione e ha promesso un forte sostegno alla campagna anti-Israele condotta da Anonymous Sudan, un gruppo hacker musulmano noto per le sue azioni contro soggetti ed entità ritenute colpevoli di offese
all'Islam, specialmente in Occidente. Complessivamente, oltre 35 gruppi di hacker pro-Palestina hanno avviato una serie di attacchi contro diversi obiettivi israeliani. Questi gruppi, che difendono gli interessi palestinesi, mantengono un alto grado di segretezza; il loro numero esatto e le loro identità devono ancora essere confermati. Gli attacchi informatici, principalmente di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), sono stati diretti contro infrastrutture critiche israeliane. Tali attacchi mirano principalmente al governo e alle istituzioni israeliane, ma potrebbero estendersi a tentativi di compromissione dei sistemi di allerta-missile, come è già avvenuto recentemente per mano di Anonymous Sudan.
Certamente lo stato di Israele è pronto ad affrontare tali scenari avversi e, dunque, è lecito attendersi un aumento degli attacchi, soprattutto a fronte dell’intensificarsi degli scontri con la Palestina. Questo scenario dimostra quanto sia cruciale la sicurezza cibernetica per Israele, poiché il Paese deve prepararsi e proteggersi da attacchi informatici che potrebbero compromettere la sua stabilità e sicurezza nazionale. Come accennato, il conflitto tra Hamas e Israele si protrae anche sulla rete Internet.
Come ha rivelato il caporedattore del Jerusalem Post, il giornale ha dovuto affrontare un aumento degli attacchi informatici al suo sito web, che lo hanno reso inaccessibile da quando Hamas ha lanciato l’attacco su vasta scala contro Israele. "Siamo stati bersaglio di una serie di devastanti attacchi informatici da quando la guerra è iniziata ieri mattina", ha scritto Avi Mayer, l'editore, in una e-mail.
"Abbiamo cercato di contrastarli, ma ci hanno colpiti più volte." Mayer ha dichiarato che il giornale aveva degli "indizi" su chi fosse responsabile degli attacchi e sulla loro posizione, ma ha preferito non approfondire ulteriormente "per evitare di dare loro una pubblicità non meritata o di incentivare ulteriormente la loro motivazione a attaccare noi o chiunque altro"3. Inoltre, gruppi come "Ghosts of Palestine" sono riusciti con successo a rendere inaccessibili i siti web del Ministero dell'Istruzione israeliano e del Ministero degli Affari Esteri. Gli attacchi informatici non si sono limitati ai siti governativi e ai giornali online, ma si sono estesi anche ai canali social, come dimostra il recente attacco al canale Telegram del Presidente Isaac Herzog. Secondo un'indagine preliminare condotta dall’agenzia di sicurezza Shin Bet, l'attacco sembra essere di natura criminale piuttosto che legato al terrorismo. Non sono stati compromessi dati e l'account è stato successivamente ripristinato, come riportato dall’Agenzia per la Sicurezza Israeliana. Gilad Leibovitch, direttore accademico di diversi corsi di studio in materia di sicurezza informatica presso il Technion-Israel Institute of Technology di Haifa, ha dichiarato al Jerusalem Post che gli hacker probabilmente cercavano di ottenere informazioni di alto livello. Lo scorso anno, un ex addetto alle pulizie impiegato presso la casa dell'allora Ministro della Difesa israeliano Benny Gantz si è dichiarato colpevole di aver assistito hacker che Gerusalemme ha affermato essere affiliati al regime iraniano. È evidente che Israele sta affrontando una crescente sfida nella dimensione cibernetica e deve adottare misure significative per proteggere le sue infrastrutture da futuri attacchi, che potrebbero prendere di mira obiettivi sempre più sensibili. La collaborazione internazionale nella lotta contro la minaccia cibernetica è essenziale per affrontare questa crescente sfida e garantire la sicurezza e la stabilità della nazione.

Gianluca Cipriani

Marco Raul Massoni

(Newletter AIIC n. 09 (2023))